Italia, obiettivi del recovery Fund, pere il 2022 raddoppiano, diventano 102, occorre affrettarsi

L’Italia ha raggiunto i 51 obiettivi del Recovery fissati per la scadenza del 31 dicembre 2021, ha fatto sapere Draghi nel corso della conferenza stampa di fine anno. E’ vero sulla carta ma il dato va spiegato anche per capire come funziona il Pnrr dal punto di vista più concreto, quello dell’apertura delle casse da parte di Bruxelles.

Innanzitutto occorre dare un’occhiata alle definizioni: nel Piano nazionale di ripresa e resilienza si parla di milestone e target. I primi sono obiettivi qualitativi, i secondi quantitativi ed entrambi servono a valutare il progresso nella realizzazione degli investimenti e delle riforme previste dal Piano, così da consentire l’erogazione dei corrispondenti finanziamenti.

In tutto il Recovery Plan italiano conta 419 obiettivi che devono essere raggiunti entro scadenze prestabilite, di cui:

  • 214 target (relativi sia a riforme sia a investimenti), come per esempio assumere un certo numero di persone;
  • 205 milestone (anche in questo caso relative sia a riforme sia a investimenti) come l’approvazione di leggi, semplificazioni normative e riorganizzazioni.

Volendo semplificare al massimo si può dire che i milestone sono i “papà” dei target, dato che gettano le pre-condizioni per raggiungere gli obiettivi più concreti, i target appunto.

Benché si tratti di una distinzione importante per sentire il polso del Recovery e capire davvero a che punto siamo, Palazzo Chigi difficilmente utilizza tali termini, probabilmente anche per semplificare la comunicazione.

“Oggi posso dirvi che abbiamo raggiunto tutti e 51 gli obiettivi. In questo momento, è in discussione alla Commissione europea la firma di quello che si chiama accordo operativo, che apre il periodo di interlocuzione prima di accordare la tranche dei prestiti previsti”, ha dichiarato Mario Draghi nel corso della conferenza di fine anno. L’attuazione era partita a rilento, ma una forte impennata, stando a quanto riportato dal sito Italia Domani dedicato al Pnrr, si è registrata negli ultimi mesi del 2021, tra ottobre e dicembre.

Due mesi dopo, il 23 dicembre, è stata pubblicata la prima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR con cui il Governo dà conto dell’utilizzo delle risorse del programma Next Generation EU, dei risultati raggiunti e delle eventuali misure necessarie per accelerare l’avanzamento dei progetti.

“Questo è solo l’inizio di un lungo processo. C’è bisogno di un impegno quotidiano fino al 2026. Aver conseguito i 51 obiettivi previsti dal Piano è importante ma non è il momento di adagiarsi per l’obiettivo raggiunto”. Questo il monito di Draghi alla cabina di regia sul Recovery. Un monito che sarà utile per l’anno in corso, nel quale le pubbliche amministrazioni italiane dovranno correre per centrare tutti gli obiettivi previsti, che raddoppiano, diventano infatti 102, di cui poco meno di 50 nei primi sei mesi dell’anno. La parola d’ordine è quindi, gambe in spalla e pedalare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.