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Pnrr e migranti: la Francia decide sgomberi, respingimenti ed espulsioni in massa

Una parte degli “aiuti” europei sia del Pnrr sia soprattutto dei fondi strutturali Ue è rivolta a finanziare accoglienza e integrazione dei migranti che arrivano a decine di migliaia nel nostro continente, soprattutto in Italia. L’assenza di una politica comune per la ripartizione degli arrivi è spesso causa di conflitti fra gli Stati, l’ultimo ha coinvolto Francia e Italia.

La Francia ci accusa di disumanità nei confronti dei clandestini per il “dirottamento” della nave Ong Ocean Vikikng con 234 presunti naufraghi a bordo, ma il comportamento delle sue autorità centrali e locali dimostra che è proprio la Francia invece a mettere in atto interventi di quel tipo.

Tutti ricordiamo quello che è stato chiamato “l’inferno di Calais”, con decine di migliaia di migranti in attesa di poter passare in Gran Bretagna, deportati in altre zone dai poliziotti francesi. O gli interventi e respingimenti alla frontiera italiana di Ventimiglia. Ciliegina sulla torta, proprio in merito ai migranti giunti a bordo della Ocean Vikking, il ministro Darmanin ha annunciato che almeno 44 saranno espulsi, mentre sono in corso accertamenti per tutti gli altri.

Gli “almeno 44” rifugiati che la Francia espellerà sul totale di 234 accolti sbarcati a Tolone la settimana scorsa – ha detto Darmanin – “hanno visto respinta” la loro domanda di asilo e “saranno espulsi verso il loro paese di origine non appena il loro stato di salute” lo consentirà. Darmanin ha parlato davanti al Parlamento durante il question time ed ha aggiunto che lo studio dei dossier di ognuno dei migranti “è ancora in corso”.

Ma non sono solo i ministeri ad agire in tal modo, Anche le autorità locali si distinguono per interventi decisi nei confronti dei migranti, con la giustificazione di offrire loro una sistemazione migliore. Proprio nella capitale, amministrata dalla sindaca socialista Anne Hidalgo, viene lamentata una carenza assoluta di strutture idonee all’accoglienza. E il governo insediato (in minoranza) da Macron ha il coraggio di criticare e denunciare l’Italia!

Diverse centinaia di migranti, che vivevano in condizioni disperate nella Capitale francese sotto al viadotto della metropolitana aerea, sono stati sgomberati dalle Autorità. La tendopoli di fortuna, costruita e costituita in grandissima maggioranza da migranti afghani, si era riformata molto rapidamente, dopo un precedente sgombero effettuato a fine ottobre dalle forze dell’ordine. Iniziata intorno alle 7:00 del mattino, la nuova evacuazione è durata oltre due ore.

Critiche le associazioni di volontariato, di sinistra e cattoliche. “Tra i 700 e le mille persone sono state fatte salire a bordo di una ventina di pullman per il trasferimento verso centri d’alloggio d’emergenza, di cui circa metà nella regione Ile-de-France, la regione di Parigi”, ha riferito all’agenzia France Presse Nikolai Posner, responsabile dell’associazione Utopia 56 che aiuta i migranti in strada. “Sono per l’80, 90% afghani e qualche persona dell’Africa orientale”, ha precisato, aggiungendo che “sul posto la situazione era particolarmente difficile e cominciava a fare molto freddo”. Posner ha deplorato il “ciclo perpetuo” di formazione delle tendopoli a Parigi regolarmente seguita dagli sgomberi della polizia.

“Il bisogno di centri di prima accoglienza” per evitare questa situazione in strada “è particolarmente aumentato in questo momento, perché ci sono molti arrivi, con tantissime persone che giungono per la prima volta, in particolare, afghani”, spiega da parte sua Hélène Soupios-David, di France terre d’asile (FTDA). Secondo le stime fornite da quest’ultima, tra 360 e 540 persone vivevano nel campo evacuato oggi, a due passi dalla Gare du Nord e dalle pendici di Montmartre, tra i luoghi più turistici di Parigi, dove sorge la Basilica del Sacro Cuore.

Come si vede i cugini d’Oltralpe, altezzosi e spesso offensivi nei confronti dell’Italia, partono all’attacco – soprattutto per ragioni di politica interna – in particolare nei confronti di politici di destra, legati a Marine Le Pen, fondatrice del Rassemblement National, partito di destra che ha una rilevante rappresentanza in parlamento. E Mattarella deve fare da paciere con Macron, ingerendosi nella politica estera che lui stesso ha recentemente confermato di esclusiva competenza del governo,

Ma da Napolitano in poi i presidenti ex comunisti e cattolici di sinistra hanno cominciato a interpretare la Costituzione attuando in pratica un presidenzialismo a senso unico. Ovviamente maggiormente attento alle politiche portate avanti da quelli che si definiscono partiti progressisti.

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